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Fonte www.labussolaquotidiana.it

 

Autore Silvia Scaranari

 

“Ehi, prof., ma lei ci crede agli angeli?”. La domanda fatta da un ragazzo di III liceo sembra provocatoria, ma in verità nasconde due elementi importanti.

Primo, il ragazzo un po’ scanzonato e sempre annoiato, in verità ha sentito del recente discorso del Papa Benedetto XVI sugli angeli custodi e dell’eco stampa che questo ha suscitato quindi legge i giornali (il che è veramente raro); secondo, è pronto a discutere della cosa, non si chiude in un rifiuto pregiudiziale, e quindi è bene dargli retta.

 

"Certo, ci credo, ma secondo te chi sono?" e così comincia una discussione che coinvolge anche altri.
L’angelo evoca spesso l’immagine del bimbetto paffuto con due aluccie sulle spalle che, con sguardo trasecolato, fissa davanti a sé o figure a fumetto che compaiono nei quadri con imponenti ali bianche e vesti candide. Questa immagine iconografica ha un valore simbolico ovvero indica la natura di messaggero di Dio (le ali) e di spirito puro (l’innocenza del bimbo o le vesti candide) che sono prerogative dell’angelo, ma perché dovremmo credere alla loro esistenza? Perché se si prende sul serio il Vangelo è Gesù stesso che ne afferma l’esistenza e ne spiega la natura di esseri spirituali, eternamente al cospetto di Dio ma anche deputati alla guida degli uomini. «Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono la faccia del Padre mio che è nei cieli» (Mt 18,10).  Nel Vangelo gli angeli sono citati 175 volte, circa 250 nel Vecchio Testamento, quindi occorre prestare attenzione al ruolo che viene loro assegnato nella storia della salvezza del popolo eletto e di ogni fedele oggi.

 

"Ma prof., l’angelo custode è una cosa per bambini, anche nei quadri vanno sempre insieme"
In verità l’angelo compare in tantissime opere d’arte accanto alla Vergine Maria per annunciare l’Incarnazione, accanto a personaggi biblici (Tobia), accanto a sovrani e profeti, ma è anche vero che spesso accanto ai bambini è raffigurato l’angelo custode. Questa iconografia non deve trarre in inganno e far credere che sia una devozione solo infantile. Indica semplicemente che fin dalla nostra nascita siamo accompagnati. Tanti santi hanno vissuto una profonda devozione verso il proprio angelo custode e l’hanno diffusa come  instancabili apostoli presso i fedeli. La devozione all’angelo custode è sempre stata presente nella tradizione della Chiesa. La breve preghiera all’angelo custode è una delle prime che le mamme insegnavano, e spero lo facciano ancora, ai bambini: una preghiera semplice, breve, che i bambini imparano a balbettare facilmente anche quando non sanno ancora parlare per davvero.

 

È una preghiera importante, perché insegna ai piccoli una verità profonda: Dio si occupa di ognuno di noi in modo individuale, e ci dona una compagnia protettrice. E di angeli si trovano tracce già nei filosofi pre-cristiani come Platone e Aristotele. L’uomo per raffigurare quel che non è umano deve sempre usare forme umane, e l’immagine dei piccoli serve ad evocare la purezza, la semplicità, la dolcezza, tutti elementi che costituiscono forme essenziali degli angeli. Gli artisti hanno dato loro forme umane perché gli angeli sono sempre vicini agli uomini, ma non sono umani, e quindi pittori e scultori hanno spesso aggiunto le ali per indicare la loro natura di esseri spirituali. Altre volte l’arte ha conferito loro l’aspetto di guerrieri forti e coraggiosi per indicarne la natura di combattenti contro il demonio e di difensori dell’uomo nel suo cammino terreno verso la vita eterna. O ancora vengono poste nelle loro mani palme, ramoscelli di ulivo, lampade accese, simboli che indicano il ruolo di pace e di illuminazione che ogni angelo custode svolge.

 

Per Dio non esiste l’umanità in astratto ma solo il singolo uomo concreto, che è straordinariamente importante ai suoi occhi: per questo lo affida alla cura e alla guida attenta di un angelo. L’uomo quindi non è mai solo, perché l’azione degli angeli ci accompagna durante l’intera vita. L’angelo custode è una difesa costante dalle insidie del demonio, ma anche un istruttore, un ispiratore di buone intenzioni e idee. Il fine dell’uomo è amare, lodare e servire Dio. Ma nella vita terrena sono tante le tentazioni che ci allontanano da questo scopo fondamentale, tanti i rischi di deviare verso fini solo umani. L’angelo svolge il compito di risvegliare in noi il desiderio dell’unione con l’amore infinito del Padre e ci accompagna durante l’ascesa spirituale. L’angelo custode protegge l’anima da pericoli interni e esterni, la riprende e la richiama quando si allontana dalla giusta via, ci assiste nella preghiera, ispira buone idee alla nostra mente e ci sprona a compiere buone azioni.

 

"Ma non posso pensarci da solo? Non ho bisogno di un suggeritore". Perché oggi è così difficile credere che ci sia qualcuno che si prende cura di noi? Perché siamo terribilmente individualisti, cresciuti alla scuola dell’uomo che si fa da sé, che vive in una dimensione puramente terrena, convinti che solo l’oggi sia importante e pieni della pretesa di fare tutto da soli, grazie alla scienza, alla tecnologia, cioè con le nostre sole forze umane. Ma allo stesso tempo la solitudine ci fa male, ci rende insicuri e timorosi ad ecco allora che scivoliamo nell’esoterismo con i suoi demoni, i suoi vampiri, ed anche i suoi angeli che nulla hanno a spartire con la creature bibliche. Sono creature piene di violenza o di vendetta, che aiutano l’uomo ad emergere nella dimensione umana ma non portano nessun messaggio di speranza o di salvezza. Vivono e muoiono come vive e muore l’uomo, quasi una rinascita delle divinità antropomorfe dell’antica Grecia. L’angelo cristiano, invece, orienta l’uomo alla sua dimensione spirituale, alla sua esistenza eterna in comunione con Dio. E’ un essere reale, non immaginario, che aiuta l’uomo a comprendere se stesso nella sua dimensione profonda di creatura ma destinata a vivere l’eternità con il suo Creatore. Già nella Lettera agli Ebrei gli angeli vengono indicati come coloro che sono “inviati per servire coloro che devono ereditare la salvezza” ( Eb 1,14).

 

L’angelo induce l’anima al pentimento per i propri errori e le proprie colpe, insinua il senso di tristezza e di inquietudine per la perdita della grazia divina e favorisce il ravvedimento per permettere di ottenere il perdono di Dio attraverso il sacramento della penitenza. Ma il ruolo dell’angelo non si ferma qui. La penitenza, l’offerta personale di qualche sacrificio, fortifica l’uomo di fronte alle tentazioni e lo rende più attento alle vere priorità della sua esistenza. Lo stesso Gesù ricorda che certe tentazioni si vincono solo con la preghiera, il digiuno (cfr. Mt 17,21). È quindi compito dell’angelo custode suggerire il desiderio di compiere qualche "fioretto", come si diceva un tempo, per renderci più attenti di fronte alle tentazioni quotidiane. Ma l’uomo ha bisogno anche di vivere una profonda dimensione di unione al suo Creatore, e questo stato si può vivere prima di tutto con la preghiera. Il nostro angelo custode ci aiuta nella preghiera, stimola in noi il desiderio di silenzio interiore, il bisogno di trovare qualche minuto nella nostra frenetica vita quotidiana per rivolgere mente e cuore al Padre. L’angelo custode è vicino a noi nel momento in cui ci poniamo alla presenza di Dio, quando lodiamo, ringraziamo e chiediamo l’aiuto di cui sentiamo un disperato bisogno. È vicino a noi, prega con noi e offre la nostra preghiera a Dio.

 

L’angelo procura la pace interiore, la serenità, la vera gioia che nasce dalla grazia di Dio. Anche sant’Ignazio di Loyola nelle Regole per il discernimento degli spiriti afferma: «È proprio di Dio e di qualunque angelo buono infondere nell’anima una vera letizia spirituale mediante delle mozioni, togliendo ogni tristezza e turbamento introdotte dal demonio».

 

“Ma dài prof., non ci crede più nessuno". L’insegnamento della Chiesa sull’esistenza degli angeli è costante nel tempo perché affonda le sue radici in tantissimi brani del Vecchio e del Nuovo Testamento. Solo in tempi molto recenti, un erroneo razionalismo e un esasperato scientismo hanno messo in discussione l’esistenza degli angeli e la loro natura di creature di Dio. Se una cosa non si vede non esiste, si dice: ciò di cui non posso dimostrare la natura è solo frutto della mia fantasia. È la logica perversa che riduce la ragione umana a puro strumento di conferma di realtà empiriche, che limita la potenzialità dell’intelletto a mezzo per ratificare quanto i sensi già provano.

 

Allo stesso tempo si esaltano le passioni, le emozioni forti, e si procede secondo la logica del "secondo me". E in base ai propri sentimenti si decide quel che e giusto e quel che è sbagliato. Proprio in un’epoca di grande confusione sulla dignità dell’uomo, di grande incertezza sul ruolo della fede e sul suo rapporto con la ragione, c’è bisogno dell’aiuto forte dell’angelo custode, soprattutto nella sua funzione di consigliere attento. Tutti abbiamo bisogno di discernimento per cercare e conoscere la Verità.

   

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