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Santo del Giorno  

   

Fonte accademianuovaitalia.it 02/01/2018

Autore Francesco Lamendola

    La neochiesa massonica sta creando un falso Cristo destinato a fare da specchietto per le allodole. Complimenti nel giro di neppure 5 anni Bergoglio è riuscito a far risalire dalle fogne tutto il fango possibile e immaginabile

Nel precedente articolo Maria ci aveva avvertiti abbiamo ricordato la figura di don Stefano Gobbi (1930-2011), fondatore del Movimento Sacerdotale Mariano, da lui concepito soprattutto come “risposta” difensiva e riparatrice alla penetrazione della massoneria all’interno della gerarchia cattolica, della quale era ben conscio, anche grazie a una serie di messaggi mariani da lui ricevuti e diffusi per mettere in guardia contro il grave pericolo. Commentando il Libro dell’Apocalisse, Maria Immacolata gli aveva spiegato il significato riposto della bestia simile a una pantera, di colore nero e che sale dal mare (Ap 13, 2), come il simbolo della massoneria che attacca la società e minaccia dall’esterno la fede cattolica; e di ciò avevamo parlato in quella sede. Adesso vogliamo proseguire il discorso, riportando la spiegazione data da Maria alla figura della bestia con due corna, simile a un agnello, che viene dalla terra e che si unisce alla bestia nera, per sferrare l’attacco finale contro i seguaci di Gesù Cristo (Ap 13, 11). Stando al messaggio da lei trasmesso a don Gobbi, questa seconda bestia rappresenta, in maniera specifica, quella parte della massoneria che è riuscita nel suo intento d’infiltrarsi all’interno del corpo vivo della Chiesa, infettandolo, ossia quella che lei stessa chiama la massoneria ecclesiastica, per indicare che ormai è qualcosa di più di una quinta colonna introdottasi nella cittadella, ma che è una vera struttura di potere, la quale agisce in maniera autonoma e perfettamente coordinata, e che si sta rapidamente impadronendo dell’intero organismo. Fra l’altro, la Madonna ricorda ai suoi fedeli – la data della comunicazione è quella del 13 giugno 1989: circa ventotto anni fa -  che ella aveva già parlato loro di queste cose attraverso i tre pastorelli di Fatima, e particolarmente per mezzo di suor Lucia dos Santos, alla quale aveva affidato un segreto sconvolgente, intorno al quale si è fatto un gran parlare, con la Chiesa che dichiara non esservi alcun ulteriore mistero da svelare, o messaggio da trasmettere, e alcuni altri, come Antonio Socci, i quali affermano il contrario, cioè che la Chiesa tiene celato un ultimo e più drammatico segreto (cfr. A. Socci, Il quarto segreto di Fatima, Milano, Rizzoli, 2006). In particolare, la Madonna ricorda di aver detto, a Fatima, che satana si sarebbe introdotto fino al vertice della Chiesa: e “fino al vertice”, se le parole hanno un senso, significa fino al papato, o, quanto meno, fino alla Curia romana: una rivelazione sconvolgente, che forse non è stata presa sufficientemente sul serio, e che oggi, alla luce di quel che sta avvenendo sotto il pontificato di Bergoglio, acquista una luce ancor più inquietante, e non c’è bisogno di dire perché. Con il che non ci permettiamo di affermare che José Mario Bergoglio sia massone; ma che si può ritenere più che probabile, quasi certa, la sua elezione come una manovra voluta e studiata a tavolino dalla massoneria ecclesiastica, nel caso specifico dalla cosiddetta “mafia di San Gallo”, ispirata dal cardinale Carlo Maria Martini e decisa a stroncare l’influenza del (non ancora eletto al papato)  cardinale Ratzinger, contrapponendogli un candidato alla successione di Giovanni Paolo II che fosse di suo pieno gradimento. Di tale cerchia facevano parte – è giusto e doveroso che se ne facciano i nomi, visto che essi stessi non hanno fatto mistero delle loro attività - il cardinale belga Godfried Danneels, l’olandese Adrian Van Luyn, i tedeschi Walter Kasper e Karl Lehman (quello che si fa fotografare in chiesa, davanti all’altare, vestito da cardinale-pagliaccio, sorridente e circondato da danzatrici adolescenti seminude, tanto per mostrarsi brillante e sempre al passo coi tempi e far capire che la santa Messa non è quella cosa noiosa e un po’ tetra della passata tradizione, eredità dei tempi bui preconciliari), l’italiano Achille Silvestrini e l’inglese Basil Hume.  

Ecco una sintesi della rivelazione mariana su questo punto (in: S. Gobbi, Ai sacerdoti figli prediletti di Maria, Mov. Sac. Mariano, Milano, 1989, pp. 737-741):

 

Come mamma, vi ho voluti avvertire del grande pericolo che minaccia oggi la Chiesa, a causa dei molti e diabolici attacchi che si compiono contro di lei per distruggerla. Per raggiungere questo scopo, alla bestia era che sale dal mare, viene in aiuto dalla terra, una bestia che ha due corna, simili a quelle di un agnello. (…) La bestia nera, simile a una pantera, indica la Massoneria; la bestia con due corna, simile ad un agnello, indica la Massoneria infiltrata all’interno della Chiesa, cioè la Massoneria Ecclesiastica, che si è diffusa soprattutto tra i Membri della Gerarchia.

Questa infiltrazione massonica, all’interno della Chiesa, vi è già stata da Me predetta in Fatima, quando vi ho annunciato che Satana si sarebbe introdotto fino al vertice della Chiesa.

Se compito della massoneria è condurre le anime alla perdizione, portandole al culto di false divinità, lo scopo della massoneria ecclesiastica è invece quello di distruggere Cristo e la sua Chiesa, costruendo un nuovo idolo, cioè un falso Cristo e una falsa Chiesa. (…)

Gesù è Verità, perché è lui - Parola vivente – fonte e sigillo di tutta la divina Rivelazione.

Allora la massoneria ecclesiastica agisce per oscurare la Sua divina Parola, per mezzo di interpretazioni naturali e razionali, e, nel tentativo di renderla più comprensibile ed accolta [accogliente?], la svuota di ogni suo soprannaturale contenuto. Così si diffondono gli errori, in ogni parte della stessa Chiesa cattolica. A causa della diffusione di questi errori, oggi molti si allontanano dalla vera fede, dando attuazione alla profezia che vi è stata fatta da Me a Fatima: “Verranno tempi in cui molti perderanno la vera fede”. La perdita della Fede è apostasia. La massoneria ecclesiastica agisce, in maniera subdola e diabolica, per condurre tutti alla apostasia.

 Gesù è Vita perché dona la Grazia. Scopo della massoneria ecclesiastica è quello di giustificare il peccato, di presentarlo non più come un male, ma come un valore ed un bene. Così si consiglia di compierlo, come un modo di soddisfare le esigenze della propria natura, distruggendo la radice da cui può nascere il pentimento, e si dice  che non è più necessario confessarlo. Frutto pernicioso di questo maledetto cancro, che si è diffuso in tutta la Chiesa, è la sparizione della confessione individuale in ogni parte.  Le anime vengono portate e a vivere nel peccato, rifiutando il dono della Vita, che Gesù ci ha offerto.

Gesù è la Via, che conduce al Padre per mezzo del Vangelo. La massoneria ecclesiastica favorisce le esegesi, che danno di esso interpretazioni razionalistiche e naturali, per mezzo dell’applicazione dei vari generi letterari, così che esso viene dilaniato in ogni sua parte. Alla fine giunge a negare la realtà storica dei miracoli e della sua resurrezione e si mette in dubbio la divinità stessa di Gesù e la sua missione salvifica. Dopo aver distrutto il Cristo storico, la bestia con due corna simile a un agnello cerca di distruggere il Cristo mistico che è la Chiesa. La Chiesa istituita da Cristo  è una sola: quella santa, cattolica, apostolica, una, fondata su Pietro.. (…) La massoneria ecclesiastica cerca di distruggere questa realtà con il falso ecumenismo, che porta all’accettazione di tutte le Chiese Cristiane affermando  che ciascuna di esse possiede una parte di verità.

Essa coltiva il disegno di fondare una Chiesa ecumenica universale, formata dalla fusione di tutte le confessioni cristiane, fra cui la Chiesa cattolica.

La Chiesa è vita perché dona la Grazia ed essa sola possiede i mezzi efficaci di Grazia, che sono i sette Sacramenti. Specialmente è vita perché ad essa sola è stato dato il potere di generare l’Eucaristia, per mezzo del sacerdozio ministeriale e gerarchico. Nella Eucaristia Gesù è realmente presente col suo Corpo glorioso e la sua divinità. Allora la massoneria ecclesiastica, in tante subdole maniere, cerca di attaccare la pietà ecclesiale verso il Sacramento dell’Eucaristia. Di essa valorizza solo l’aspetto della Cena, tende a minimizzare il suo valore sacrificale, cerca di negare la reale e personale presenza di Gesù nelle Ostie consacrate…

 

Dobbiamo forse dedurre che sono giunti i tempi, predetti da san Paolo nella Seconda lettera ai Tessalonicesi (2, 6-7), nei quali, approssimandosi la battaglia finale fra il Bene e il Male, Dio ha deciso di togliere il Chatékon, la forza misteriosa (o il misterioso personaggio) che ha finora trattenuto la furia di satana, consentendole di erompere sulla terra in tutta la sua bestiale violenza, per mettere al vaglio la sua Chiesa e creare le condizioni affinché abbia luogo il Giudizio finale dell’umanità? Quando Maria dice, nel suo messaggio a don Stefano Gobbi, che lo scopo della massoneria ecclesiastica è invece quello di distruggere Cristo e la sua Chiesa, costruendo un nuovo idolo, cioè un falso Cristo e una falsa Chiesa, il suo avvertimento, purtroppo, fa venire in mente certe cose che stanno accadendo ai nostri giorni, ad esempio l’uscita del libro del padre gesuita José-Ramon Busto Saiz, rettore della Pontificia Università di Madrid, intitolato Cristologia, per iniziare (Cristologia, para empezar), contenente le conferenze agli educatori della Compagnia di Gesù, il cui motivo centrale è il seguente: bisogna offrire alla gente un Gesù più credibile. Sulla base di che cosa? Naturalmente, sulla base del Vaticano II e dei teologi Karl Rahner e Walter Kasper, dei quali viene fatto l’elogio, senza dimenticare (come suggerisce, ironicamente, Ettore Gotti Tedeschi) filosofi atei come Martin Heidegger, ma tacendo completamente un certo san Tommaso d’Aquino, illustre sconosciuto. E qual è il merito principale del Concilio, sollecitando la consapevolezza che bisogna pervenire a questo Gesù più credibile? Il fatto che esso ci ha reso tutti un po’ più maturi. Dunque, riassumendo: prima del Vaticano II e prima di Walter Kasper, eravamo tutti dei cattolici immaturi, nonché seguaci di un Gesù poco credibile. Ora abbiamo cominciato a vedere la luce e ad andare nella giusta direzione, riscoprendo un altro Gesù, un Gesù diverso e, appunto, più credibile. Questo significa, se le parole hanno un senso, che il Gesù in cui avevamo sempre creduto, il Gesù insegnato dalla Chiesa per millenovecento anni, era un Gesù poco credibile, o, comunque, un Gesù meno credibile. Ma credibile per chi, per che cosa, alla luce di che? E qui si torna al punto iniziale e si rileva la circolarità viziosa del ragionamento: alla luce del Vaticano II e di teologi come Karl Rahner e Walter Kasper. Sono loro ad avere l’intuizione che ci fosse qualcosa di sbagliato nel Gesù finora ad allora predicato e adorato dalla Chiesa cattolica; ed è a loro che siamo debitori di questa preziosa scoperta, quella cioè di un Gesù finalmente credibile. Insomma: per poter piacere agli uomini, bisogna che Dio si sottoponga a un test di credibilità, ossia di popolarità: e in base ai risultati del test, la neochiesa ha deciso di presentare ai “fedeli” una nuova immagine di colui che, sino a ieri, era adorato come il Figlio di Dio, ma che, per essere più credibile, e, diciamolo pure, più simpatico, adesso rinuncia ad una pretesa così ambiziosa, e si accontenta di essere un maestro (con la minuscola) di vita, come un Sai Baba qualsiasi.

La idee sostenute da padre Busto Saiz sono, puramente e semplicemente, non cattoliche, e neppure cristiane. Con la scusa di presentare un Gesù più credibile, si sostituisce il vero Gesù Cristo con una sua mediocre controfigura, tutta umana: un falso Cristo destinato a fare da specchietto per le allodole di questa neochiesa massonica e anticristiana. Ciò a cui mirano i falsi pastori come Busto Saiz è sostituire alla fede nel Figlio di Dio, incarnato, perseguitato, morto e risorto per noi, una fede puramente umana in un personaggio meramente umano, un certo Gesù di Nazareth, che non si sa neppure se sia davvero risorto, perché questa è una questione di fede, non di storia, come del resto ha detto, chiaro e tondo un altro gesuita “illustre”: il falso papa Bergoglio. E la sola cosa importante che questo Gesù della storia ha fatto, è stata predicare l’amore. L’amore, nel senso più generico possibile, e soprattutto nel senso più terreno: quindi, anche l’amore sregolato, disordinato, immorale. E allora vanno bene pure i sacerdoti che in chiesa, invece di offrire ai fedeli il Sacrificio redentore di Cristo, offrono la loro “confessione” di essere omosessuali, e di sentirsi benissimo nel ruolo di sacerdoti omosessuali. Ecco a cosa mira la falsa e blasfema dottrina del Gesù più credibile: a costruire un falso figlio di dio (lettera minuscola, a questo punto) che scusa le nostre debolezze, giustifica i nostri peccati e non redime un bel nulla, primo perché non è realmente Dio, secondo perché non c’è nulla da redimere, tutto quel che viene dalla natura è buono e gli uomini sono a posto così come sono, aborto, eutanasia, sodomia e incesto compresi. E tornano alla mente le parole dell’Immacolata a don Stefano Gobbi: Scopo della massoneria ecclesiastica è quello di giustificare il peccato, di presentarlo non più come un male, ma come un valore ed un bene. Così si consiglia di compierlo, come un modo di soddisfare le esigenze della propria natura.

Signor Bergoglio, complimenti: lei ha fatto un’opera, nel suo genere, davvero eccellente. Nel giro di neppure cinque anni, è riuscito a far risalire dalle fogne tutto il fango possibile e immaginabile; ma forse ne abbiamo ancora parecchio da vedere e digerire. Coloro i quali l’hanno messa sul soglio di san Pietro non hanno fatto male i loro calcoli: non potevano desiderare un esecutore più solerte e più energico dei loro piani. Grazie a lei e a tutti i falsi teologi, falsi cardinali, falsi vescovi e falsi sacerdoti, che lei ogni giorno incoraggia e porta ad esempio per tutti i fedeli, la distruzione della vera Chiesa ha fatto giganteschi passi avanti. Ma badi: alla fine, è con Cristo che dovrà vedersela…

   



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