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Santo del Giorno  

   

Fonte Tempi 14/05/2014

Editoriale



MA CHE MODELLO DI INTEGRAZIONE E ACCOGLIENZA È?

Altro che la trattativa " stadio-mafia" pateticamente smentita dal pre­fetto di Roma e dal ministro degli Interni: nell'indifferenza genera­le, lunedì scorso sulle pagine milanesi di Repubblica l'assessore Pd alle Politiche sociali Pierfrancesco Majorino ha denunciato un accordo Sta­to-mafia di proporzioni gigantesche, relativo alla gestione delle migliaia di esseri umani che in queste settimane vengono raccolti dalle navi italiane al largo delle coste libiche e trasportati in Sicilia. Da lì partono alla chetichella alla volta di Milano: solo di siriani ne sono arrivati 5.600 in sei me­si. Ma non si fermano, solo 8 hanno chiesto asilo: «È inutile che ci giriamo attorno: questi profughi, se non sono assistiti, fanno il loro viaggio grazie alle reti criminali. Di fatto il governo, volente o nolente, confida che la ma-nodopera criminale porti via dall'Italia i siriani. Questa è l'esperienza che stiamo facendo in questi mesi».

 

Dunque, ricapitoliamo: c'è una Convenzione di Dublino, da poco rinnovata, in base alla quale l'Unione Europea se ne impippa dei profughi e pre­scrive che a provvedere all'accoglienza e all'integrazione dei potenziali ti­tolari di protezione umanitaria sia il primo stato europeo dove essi approdano. Di fatto, scarica il problema sull'Italia e sugli altri paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo. E c'è un paese, l'Italia, che si comporta come se avesse stretto un patto coi trafficanti di carne umana: con l'operazione Mare Nostrum va a raccoglie­re sotto costa i passeggeri delle barche dei clandestini, incrementando il giro d'affari e facilitando il lavoro degli scafìsti libici; poi permette che sul suo territorio i nuovi arrivati siano gestiti da un secondo livello criminale, che opera tranquillamente in quanto permette al nostro paese di aggirare l'iniqua Convenzione di Dublino.

 

Questa è l'Europa che il 25 maggio chiederà ai cittadini di 28 paesi di andare a votare il nuovo parlamento europeo e di riaffermare l'egemonia dei "valori europei". Detti valori includono, a quanto pare, il cinismo e il tira­re a fregarsi fra paesi membri in materia di rifugiati, programmi di austeri­tà in base ai quali centinaia di milioni di persone dovranno lavorare per de­cenni (o sopravvivere da disoccupati) per ripagare i debiti, l'esproprio delle politiche economiche nazionali che vengono interamente decise a Bruxel­les e Francoforte, il lavaggio del cervello nelle scuole per imporre ai ragaz­zi l'ideologia Lgbt, l'introduzione di reati d'opinione per chi dissente dalla teoria di genere, il potere illimitato delle varie magistrature (le giudicanti e le costituzionali, le nazionali e le europee) che possono perseguitare un politico inviso all'establishment (il caso Berlusconi), annientare leggi vota­te dai parlamenti e sottoposte a referendum (fecondazione eterologa), ar­restare un politico alla vigilia delle elezioni per condizionare il risultato (il caso Gerry Adams nell'Irlanda del Nord). Tutto il potere alle lobby finanzia­rie, ai magistrati, alle burocrazie di Bruxelles e all'establishment tede­sco. Unico modo di sottrarsi: accordi Stato-mafia. È questo il modello europeo che merita di essere esportato a Kiev e a Mosca?

   



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