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Santo del Giorno  

   

La verità non detta

Autori Maria Antonietta Calabrò, Giuseppe Fioroni

Lindau pag. 272 € 18,00

Tutto quello che la gente sa sul caso Moro si basa su una «verità accettabile».

La ricostruzione dei fatti sulla strage efferata della sua scorta in via Fani, la lunga prigionia dello statista democristiano e la sua sconvolgente morte, è frutto di un compromesso volto a formulare una «verità» sia per gli apparati dello Stato italiano, sia per gli stessi brigatisti.

Tutto questo provocò un processo di rielaborazione, molto tortuoso ed ex post (durato oltre dieci anni, da quel tragico 1978 al 1990), su che cosa era veramente accaduto durante l’«Operazione Fritz», il nome in codice dell’«operazione Moro».

E ancora oggi, a ben guardare, noi non sappiamo tutta la verità sulla morte di Aldo Moro.

Le verità emerse dalla nuova Commissione d’inchiesta Moro 2 sono sconcertanti.
Quattro anni di lavoro, migliaia di documenti desecretati degli archivi dei servizi segreti italiani, centinaia di nuove testimonianze, nuove prove della Polizia scientifica e dei RIS dei Carabinieri hanno rivelato molti nuovi e sorprendenti elementi

 Qualche esempio.

  •  Moro guardò negli occhi chi gli sparava, non morì sul colpo, ma in modo atroce, dopo una lenta agonia.
  •  Il suo carceriere trovò rifugio da latitante in una palazzina dello IOR, la banca vaticana.
  •  L’omicidio ben difficilmente è potuto avvenire nel box di via Montalcini 8, così com’era nel 1978.
  •  Almeno 2 terroristi della Rote Armee Fraktion potevano essere in via Fani.
  •  Fu un imprenditore israeliano che fornì i 10 miliardi del riscatto consegnati a Paolo VI.
  •  Le fazioni palestinesi giocarono un pesante ruolo nella trattativa. Durante il sequestro passarono alle BR documenti top secret della NATO.
  •  Infine emerge uno scenario internazionale del delitto che i brigatisti hanno sempre negato.

Purtroppo anche in molte recenti rievocazioni in occasione dei quarant’anni del rapimento è stata riproposta la vecchia narrativa, messa a punto come un abito su misura. Allora, la sola «verità» dicibile, ma oggi del tutto insoddisfacente.

Maria Antonietta Calabrò, giornalista, per trent’anni al «Corriere della Sera», ufficio di corrispondenza di Roma. Premio Saint-Vincent per il giornalismo 2001. Ha pubblicato In prima linea (1993, interviste a dieci magistrati italiani), I segreti del Vaticano insieme a Gian Guido Vecchi (e-book del «Corriere della Sera», 2012) sul caso Vatileaks 1, Le mani della mafia, libro investigativo sulla bancarotta del Banco Ambrosiano, lo IOR e la morte di Roberto Calvi (2014).
Attualmente collabora con l'«Huffington Post». Il suo sito è: www.justout.org.
 
Giuseppe Fioroni, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nel 1989 è eletto Sindaco di Viterbo. Nel 1996 è eletto deputato, riconfermato nel 2001, nel 2006, nel 2008 e nel 2013. Il 17 maggio 2006 è nominato Ministro della Pubblica Istruzione del secondo governo Prodi. Da ottobre 2014 a marzo 2018 è Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro.
   

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