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Santo del Giorno  

   

Autore Giorgio A. Crotti, 31/10/2017

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Oggi un amico mi ha detto un po’ sconvolto: “fra poco dovremo cercare una chiesa dove un sacerdote cattolico dica una S. Messa valida!”, ma davvero siamo a questo punto?

Oramai non ci sono più dubbi: nella Nuova Chiesa si può venerare Lutero (sapete che la beata Serafina Micheli l’ha visto all’inferno?), fare pellegrinaggi sui luoghi “santi” del “riformatore”, anche fare liturgie comuni coi luterani e infine, finalmente, a grande richiesta del card. Marx, avremo l’INTERCOMUNIONE!

Qualcuno può rimanere perplesso e ricordarmi che Benedetto XVI è contrario e che cercò di fermare quest’ultima deriva verso la definitiva protestantizzazione della Chiesa cattolica. Lo so, ma Benedetto non può più intervenire.

Prima di approfondire il capitolo intercomunione, soffermiamoci su Lutero.

Papa Francesco in una intervista ha sostenuto che Lutero è stato un riformatore. Ma il card. Müller in questo articolo sulla NuovaBussolaQuotidiana ha affernmato il contrario: «Quella di Lutero? Non fu riforma, ma rivoluzione» e anche Stefano Fontana in un recente convegno:

«La sostituzione della realtà della fede con l’atto soggettivo di fede è applicazione del principio gnostico di rifiuto del reale e della volontà di riplasmarlo. E’ un atto di rivoluzione ed ogni rivoluzione affonda le radici nello gnosticismo. Il luteranesimo non può essere una riforma, esso è stata una rivoluzione gnostica. Ciò è evidente nella contrapposizione tra fede e ragione per cui viene meno la possibilità di conoscere l’ordine del creato e il suo carattere normativo per la morale personale e sociale: la legge morale naturale. La natura non è conoscibile dalla ragione, che rimane al buio.» Relazione tenuta il 21 ottobre 2017 a Salerno nell’ambito del Convegno “2017 quattro Centenari: la sfida della storia, la risposta dell’Eterno”

A cascata di sciocchezze se ne sono sentite tante, anche che “la riforma di Lutero è stata un evento dello Spirito Santo”. Lo ha detto mons. Galantino segretario della CEI e non mi risulta che nessun vescovo italiano abbia sentito il bisogno di smentirlo. D’altronde il Presidente della CEI ha fatto anche lui un pellegrinaggio sui “luoghi della riforma”.

Ma il fatto più drammatico, ma anche il più significativo, è avvenuto il 13 ottobre 2016 quando Bergoglio ha fatto entrare in Vaticano la statua di Lutero; la cosa è stata vista come una santificazione del porcus saxsoniae, oltretutto in antitesi alla memoria dell’ultima apparizione della Vergine Maria a Fatima.

Poi Bergoglio è andato a Lund il 31 ottobre dello stesso anno. È andato a festeggiare i 500 anni dallo scisma luterano, il documento redatto dalla Commissione cattolico-luterana romana per l’unità dei cristiani aveva questo titolo Dal conflitto alla comunione. Commemorazione comune luterano-cattolica della Riforma nel 2017. Eppure sia Müller che Benedetto avevano affermato che non c’era niente da festeggiare.

Mi associo al prof. de Mattei:

«Lo diciamo con profondo dolore. Sembra una nuova religione quella che è affiorata il 31 ottobre a Lund nel corso dell’incontro ecumenico tra papa Francesco e i rappresentanti della Federazione Luterana Mondiale. Una religione di cui sono chiari i punti di partenza, ma è oscuro e inquietante  il traguardo…La Chiesa cattolica, al contrario, è in crisi di autodemolizione perché ha abbandonato la sua Tradizione per abbracciare il processo di secolarizzazione del mondo moderno, proprio mentre questo si decomponeva. I luterani cercano nell’ecumenismo un soffio di vita, e la Chiesa  cattolica non avverte in quest’abbraccio l’alito della morte….Il  Concilio di Trento ha detto una parola definitiva sull’incompatibilità tra la fede cattolica e quella protestante. Non possiamo seguire papa Francesco su una strada diversa.» su “Il Tempo” del 1/11/2016

No, non possiamo seguirlo tantomeno ora che (ricordate la finestra di Overton?“I cattolici novatori cripto-protestanti, stanno applicando la finestra di Overton per fare deviare la Santa Chiesa verso l’eresia luterana.” Andrea Mondinelli su Cultura Cattolica) siamo arrivati al punto fondamentale oltre il quale c’è il baratro: l’attacco all’Eucarestia. L’intercomunione fra cattolici e protestanti sarebbe appunto la parificazione dell’Eucarestia al normale pane della cena luterana. Per la Chiesa sarebbe una catastrofe.

Purtroppo dobbiamo prendere atto che anche la diocesi di Milano si sta allineando al luter-pensiero. Già la Nuova Bussola Quotidiana aveva denunciato la deriva nell’articolo articolo "Meno messe, più Parola": è la ricetta "ambro-luterana", ma ancora si poteva sperare in un incidente di percorso, un amico sacerdote ha sostenuto che quella di Busto Arsizio è stata una trappola per far dire all’Arcivescovo di Milano cose che non pensa. Ma dopo pochi giorni ecco che leggiamo sul portale della Diocesi di Milano che nella chiesa di san Simpliciano si sono svolte le celebrazioni per “i 500 anni della Riforma”.

La pastora Nora Foeth ha dato un grande annuncio:

“Nel canto ci uniamo nel nostro essere cristiani e facciamo risuonare la viva voce del Vangelo, confessando la nostra Chiesa comune. Qui prende forza la Chiesa di domani fondata in Gesù Cristo”.

Prendiamo atto che c’è una nuova chiesa comune fondata in Gesù, quella solo cattolica di oggi su chi è fondata?

Ma ecco Del Pini:

«Dove dei compagni cantano bene non può esservi malvagità, ma vi è una gioia che non è peccato e che piace di Dio».

A parte i “compagni”, che suona male, concordo pienamente sul fatto che spesso nelle nostre chiese, in cui si cantano malissimo canzonette senza senso, non c’è gioia e certamente Dio non è contento.

Ma questa “gioia”, dice l’Arcivescovo, ci porterà lontano:

“Lo Spirito di Dio può indicarci una strada semplice per sentirci parte di uno stesso cammino, protagonisti di una stessa storia, non tanto per la ricostruzione di ciò che è accaduto in passato, ma per prendersi carico del bisogno di gioia che c’è nel nostro tempo…Il bisogno di gioia è una ragione sufficiente per sentirci uniti a servizio dell’umanità”.

Più che una strada semplice sembra un’altra strada; il card. Müller nell’intervista sopracitata ha detto cose un po’ diverse:

“È perciò inaccettabile affermare che la riforma di Lutero «fu un evento dello Spirito Santo». È il contrario, fu contro lo Spirito Santo. Perché lo Spirito Santo aiuta la Chiesa a conservare la sua continuità tramite il magistero della Chiesa, soprattutto nel servizio del ministero Petrino: su Pietro solo Gesù ha fondata la Sua Chiesa (Mt 16,18) che è «la Chiesa del Dio vivente, colonna e sostegno della verità» ( 1Tim 3,15). Lo Spirito Santo non contraddice se stesso…Non si deve confondere sbagli personali, i peccati delle persone della Chiesa con errori nella dottrina e nei sacramenti. Chi lo fa crede che la Chiesa sia solo una organizzazione fatta di uomini e nega il principio che Gesù stesso ha fondato la sua Chiesa e la protegge nella  trasmissione della fede e della Grazia nei sacramenti tramite lo Spirito Santo. La Sua Chiesa non è un’organizzazione solo umana: è il corpo di Cristo, dove c’è la infallibilità del Concilio e del Papa in modalità precisamente descritte. Tutti i concili parlano della infallibilità del magistero, nella proposizione della fede cattolica. Nella confusione odierna in tanti sono arrivati invece a capovolgere la realtà: ritengono il papa infallibile quando parla privatamente, ma poi quando i papi di tutta la storia hanno proposto la fede cattolica dicono che è fallibile.”

Ecco cosa scrisse nella bolla di scomunica papa Leone X:

II
Siamo stati informati che dopo che questa Nostra precedente missiva ( la bolla Exsurge Domine n.d.r.) Era stata esposta in pubblico e dal momento che l’intervallo o gli intervalli temporali di risposta prescrittivi sono trascorsi [60 giorni] – e con la presente notifichiamo solennemente a tutti i
cristiani fedeli che questi intervalli erano e sono trascorsi – molti di coloro che avevano seguito gli errori di Martino Lutero hanno preso atto della nostra missiva e dei suoi avvertimenti e ingiunzioni; lo Spirito di un sano consiglio li ha portati di nuovo in loro stessi, hanno confessato i loro errori e abiurato l’eresia come da Nostra istanza e, tornando alla vera fede Cattolica, hanno ottenuto la benedizione di assoluzione che quegli stessi messaggi erano stati autorizzati a concedere, e in diversi stati e località della detta Germania, i libri e gli scritti del suddetto Martino furono pubblicamente bruciati, come avevamo ingiunto.
Tuttavia lo stesso Martino, e ci dà grave dolore e turbamento il dire questo, lui lo schiavo di una mente depravata, ha disprezzato di revocare e rinnegare i suoi errori nell’intervallo prescritto e di inviarci anche una sola parola di revoca come da Noi paternamente richiesto, o di venire da Noi lui stesso, anzi , come una pietra d’inciampo, non ha temuto di scrivere e predicare cose peggiori di prima, contro di Noi e questa Santa Sede e la fede cattolica, e di guidare gli altri a fare lo stesso.
Ora viene solennemente dichiarato eretico, e così anche gli altri, qualunque sia la loro autorità e rango, che non hanno curato nulla della propria salvezza, ma pubblicamente e davanti gli occhi di tutti gli uomini diventano seguaci della perniciosa ed eretica setta di Martino, e coloro che hanno dato a lui apertamente e pubblicamente il loro aiuto, consiglio e favore, incoraggiandolo in mezzo a loro nella sua disobbedienza e ostinazione, o ostacolando la pubblicazione della nostra suddetta missiva: questi uomini sono incorsi nelle pene stabilite in tale missiva, e devono essere trattati legittimamente come eretici ed evitati da tutti fedeli cristiani, come dice l’Apostolo (Tito 3. 10-11).

X
Nessuno può, infrangere questa, o alcuna nostra decisione, scritto, dichiarazione, precetto, ingiunzione, assegnazione, volontà, decreto o avventatamente contravvenirli. Se qualcuno osa tentare una cosa del genere, sappia che incorrerà nella collera di Dio onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo. Noi abbiamo detto.”

Francobollo commemorativo (L’immagine raffigura l’eretico ai piedi della Croce di Gesù, e dall’altra parte è raffigurato Filippo Melantone, intimo amico di Lutero, ma soprattutto esperto satanista, in quanto assiduo praticante di astrologia divinatoria )

Torniamo all’intercomunione, è una “sciocchezza” dice il card. Sarah:

“«L’intercomunione non è consentita tra cattolici e non cattolici. È necessario confessare la fede cattolica. Un non-cattolico non può ricevere la comunione. Questo è molto, molto chiaro. Non è una questione che riguarda la libertà di coscienza». Risponde così il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione del Culto Divino, a coloro che hanno visto un’apertura all’intercomunione tra cattolici e luterani in una risposta data da Papa Francesco ad una luterana durante la sua recente visita alla comunità luterana di Roma. «Noi diamo la comunione ai cattolici», dare la comunione a tutti è «una sciocchezza», dice il Cardinale africano.

«Non c’è intercomunione tra anglicani e cattolici, tra cattolici e protestanti. Se vanno a messa insieme, il cattolico può andare alla comunione ma il luterano o l’anglicano no». Senza un’unione nella fede e nella dottrina, aprire le porte all’intercomunione «sarebbe promuovere la profanazione». «Noi non possiamo farlo. Non è che dobbiamo parlare con il Signore per sapere se possiamo fare la Comunione. Noi dobbiamo sapere se siamo in accordo con le regole della Chiesa. La nostra coscienza deve essere illuminata dalle regole della Chiesa che dice che, per comunicarsi, abbiamo bisogno di essere in stato di grazia, senza peccato, e avere fede nell’Eucaristia. Non è un desiderio o un dialogo personale con Gesù che determina se possiamo ricevere la comunione nella Chiesa cattolica. Una persona non può decidere se è in grado di ricevere la Comunione. Deve essere cattolica, in stato di grazia, correttamente sposata [se coniugata]». L’intercomunione non permette l’unità perchè «il Signore ci aiuta ad essere uno se lo riceviamo in modo corretto altrimenti noi mangeremo la nostra condanna, come dice san Paolo (1 Corinzi 11,27-29). Non riusciamo a diventare una cosa sola se si partecipa alla comunione con il peccato, con disprezzo per il Corpo di Cristo».” Fonte lafedequotidiana.it

 

Non possiamo non essere sconcertati, solo qualche mese fa abbiamo letto: “Comunione per tutti, cattolici e protestanti. Parola di Kasper, anzi, del papa”

Il compianto mons. Gherardini ha avuto parole chiare e certamente “cattoliche”:

E’ possibile l’intercomunione coi Luterani?

“In merito alla comunione fra i cattolici e i fratelli separati come eredi della Riforma o di chiese ad essa ispirate, il loro rifiuto dei sacramenti e della teologia della transustanziazione e quindi delle presenza sostanziale rende illecita ed insulsa ogni communicatio in sacris coi cattolici”.


Il sentimento prende forse il posto della dottrina?

“In materia tanto delicata, la pressione emotiva non è buona consigliera. Apprezzo Von Allmen quando, sottraendosi all’emozione, vuol trattarne “una buona volta per tutte senza sotterfugi e mezze parole”. Anche a costo di una chiarezza brutale. Ecumenicamente parlando, proprio questa sembra mancare ai protagonisti del dialogo interconfessionale. So bene anch’io che la testimonianza di cristiani, divisi sui fondamenti della loro stessa fede, è meno credibile, oltre che meno efficace. Ma non sarà un’intercomunione “ad ogni costo” il motivo d’una loro maggiore credibilità ed efficacia”. Fonte unavox.it

 

Termino con un chiaro articolo di don Nicola Bux che tira in ballo perfino san Tommaso:

“L'intercomunione? Non si può fare, S. Tommaso dixit

E' vero che tutte le confessioni cristiane si  riferiscono a Gesù Cristo, ma «secondo la persuasione dei cattolici - ricordava Giovanni Paolo II, il 17 novembre 1980, al Consiglio della Chiesa evangelica di Germania - il dissenso verte "su ciò che è di Cristo", su "ciò che è suo": la sua Chiesa e la sua missione, il suo messaggio, i suoi sacramenti e i ministeri posti al servizio della parola e del sacramento». 

Dunque, la fede che i Protestanti professano al battesimo, non è quella cattolica; in particolare, perché non hanno il sacramento della Confermazione: pertanto, non potendo fare l'itinerario di Iniziazione, non possono arrivare all'Eucaristia.

Infine, i Protestanti non hanno il sacramento della Penitenza (Confessione e Riconciliazione): pertanto, non possono ritornare alla Comunione eucaristica.

Chi dicesse che questo è un linguaggio di condanna e non di misericordia, o che esprime la rigidità e non la comprensione, vorrebbe che quei "farmaci" speciali, che sono i sacramenti, in primis il farmaco d'immortalità che è l'Eucaristia, fossero amministrati e assunti, anche in presenza di "controindicazioni", ovvero l'assenza delle disposizioni richieste dal Catechismo della Chiesa Cattolica; così facendo però, li si priverebbe degli effetti di grazia e si danneggerebbero le anime che li ricevessero, in questo mondo e per la vita eterna.”

 Siamo esagerati? L’intercomunione non si realizzerà a breve? Non illudiamoci “motus in fine velocior” dice Marco Tosatti, il suo Pezzo Grosso è spaventato e se non lo siamo anche noi è perché abbiamo messo la testa sotto la sabbia:

“L’accelerazione di questi ultimi giorni è sorprendente, come se fossimo di fronte ad una scadenza urgente e non si volesse perdere tempo con “supposte” alla glicerina diplomatiche. Dopo i preliminari di interpretazione ambigua, siamo passati a qualcosa che non necessita più interpretazioni, sono dichiarazioni di guerra alla fede cattolica, a Gesù Cristo, alla Immacolata. Prima le dichiarazioni di stima a Lutero, (l’ultima è la conferenza di mons. Bruno Forte il 30 ottobre), poi le dichiarazioni di un teologo preferito dal Papa (Andrea Grillo) che spiega (senza smentite dalla Santa Sede) che la “transustanziazione non è un dogma” (vedi Stilum Curiae), poi ancora la sorprendente ed inquietante correzione pubblica del Papa al card. Sarah, infine la conferenza sul riavvicinamento tra Chiesa e massoneria (12 novembre a Siracusa, con gran maestri, un prelato e il Vescovo di Noto), la cui locandina rappresenta un inquietante Cristo con il compasso in mano…

Caro Tosatti, lei non ci crederà, io comincio ad avere realmente paura. Ho ripreso a leggere la preghiera-esorcismo a San Michele Arcangelo scritta da Leone XIII (recitata dopo la santa Messa fino al 1964, poi inspiegabilmente “cancellata”). Mi domando se avrò le forze di reagire mancando l’assistenza della mia Santa Chiesa Cattolica apostolica romana, anzi sentendola sempre più contro i Vangeli e la Verità che mi hanno insegnato. I Cardinali e i Vescovi che ancora credono nelle Verità di Cristo devono fare qualcosa subito! Temo siamo ai tempi ultimi, caro Tosatti.”

Anche fra Cristoforo vede un’accelerazione in corso:

 “Ci siamo quasi. La commissione riservata, voluta da Bergoglio, sta per ultimare i lavori per il lancio della nuova preghiera Eucaristica, che di Eucaristico non avrà nulla. Ma la mia fonte mi ha confidato che hanno anche già in mente la strategia per divulgarla. …

La strategia subdola per divulgare la nuova preghiera Eucaristica ecumenica (con preghiera consacratoria invalida), sarà la necessità di permettere la comunione eucaristica in situazioni particolari di matrimoni e famiglie miste (cioè formate dal marito cattolico e lei protestante o viceversa). Cosa che alla neo chiesa sembra molto urgente.

Concludo facendo mie le parole di Massimo Viglione:

“Ecco, io vi ho invitato, per quel che potevo in un articolo, a riflettere, cari amici. Sono tempi non duri, ma terribili. E occorre coraggio, amore per la Verità immutabile, Fede. E attaccamento all’Eucarestia, ai sacramenti, alla Madre di Dio, Ausilio dei cristiani e Sede della Sapienza. Ovvero, a tutto ciò che Lutero ha cancellato, dando inizio non alla cosiddetta “Riforma protestante”, che riforma non è visto che ha distrutto quasi tutto, ma alla “Rivoluzione Protestante”, atto primo nella storia del processo della Rivoluzione gnostica, liberale ed egualitarista, con la quale il nemico di Dio e degli uomini ha dato inizio alla sua guerra finale contro la Chiesa e la società umana.
Sono i tempi della scelta. E Lutero, strumentalmente redivivo cinquecento anni dopo, è come se stesse attaccando nuovamente le sue 95 tesi sul portone delle nostre coscienze, stavolta grazie a una parte del clero “cattolico”. E noi… ancora una volta, dobbiamo scegliere da che parte stare.”

San Michele Arcangelo difendici nella lotta: sii il nostro aiuto contro la malvagità e le insidie del demonio.

Supplichevoli preghiamo che Dio lo domini e tu capo della Milizia Celeste, con il potere che ti viene da Dio, incatena nell'inferno Satana e gli altri spiriti maligni che si aggirano per il mondo per perdere le anime. Amen

p.s.

Senza commento: UNA SCOMUNICA INVALIDA UNO SCISMA INESISTENTE

 

   



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