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Santo del Giorno  

   

Fonte papalepapale.com 03/04/2013 (parte seconda)

Autore Dorotea Lancellotti

MARIA SIMMA: visionaria o vera anima mistica?

Un’anima per le anime.

Cartoline dal purgatorio per ricordarci di chi dimentichiamo spesso: i defunti.

  Prima Parte


Nel cuore di Maria Simma pulsa il monito del Cristo che lei prende alla lettera: “Non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo” (Mt 5, 26). Questo e non altro diventa il cuore della sua missione: la vita stessa della Simma in questo rapporto col soprannaturale è aiutare le anime a “pagare fino all’ultimo spicciolo”.
Quando in Austria si seppe dell’opera di Maria Simma naturalmente si scatenarono anche le varie fazioni, chi pro e chi contro. Era davvero un fatto del tutto nuovo, anche perché ci troviamo di fronte ad una esperienza ben diversa rispetto ai fatti vissuti da santa Caterina da Genova. Quest’ultima non ebbe la “visione” del Purgatorio, né le anime andavano da lei per chiederle qualcosa: con la Simma invece abbiamo una situazione ancora più particolare, come una sorta di “crescendo” in queste rivelazioni. In questo caso, le anime hanno il permesso divino di andare da lei per chiederle un aiuto ad espiare i propri peccati, un aiuto a “pagare fino all’ultimo spicciolo”. Questo non dovrebbe stupirci visto che siamo entrati nell’epoca dell’ateismo e molti defunti sono abbandonati senza più il ricorso alla preghiera per loro.

 

 PERCHÉ PARLIAMO DI MARIA SIMMA? UNA PREMESSA…

Maria Simma: la sua missione è stata parlarci delle anime del Purgatorio

Il caso di Maria Simma è, in un certo senso, un caso simile a quello che abbiamo già affrontato per la beata Caterina Emmerick (1), visto che parliamo di “mistici” autentici come  santa Caterina da Siena (2), o presunti tali come il caso della Valtorta (3).

Con la Valtorta – ripetere giova – non abbiamo mai proferito giudizio o condanna riguardo alla persona; non abbiamo strumentalizzato i suoi scritti: anzi, li abbiamo analizzati riportando fonti ufficiali sia pro che contro, dando l’ultima parola alla Congregazione per la Dottrina della Fede che, per noi cattolici, mette la parola fine ad ogni speculazione interpretativa contraria, e questo fino a quando la medesima CdF non deciderà diversamente.

Riguardo a Maria Simma, invece, poiché non c’è stato alcun pronunciamento ufficiale della CdF, né alcun vescovo del luogo in cui ha abitato la Simma ha mai sporto denuncia o mai vietato la divulgazione delle sue esperienze mistiche, la situazione è completamente diversa e ci autorizza, ci legittima a trarne enormi benefici.

Questa premessa ci rammenta così che quando si parla di queste persone, non si può soddisfare la curiosità esclusivamente estrapolando qua e là frasi fuori dal contesto. Se l’argomento interessa per davvero, bisogna darci dentro, saper ascoltare i pro e i contro mantenendo come bussola la dottrina della Chiesa: altrimenti è inutile parlare di queste persone e del loro misticismo. Non esiste infatti alcuna autentica mistica al di fuori della Chiesa. Nulla vieta di copiare ed incollare riferimenti a questo o a quello, ma occorre farlo con dovizia di argomentazioni e cercando di far combaciare le conclusioni con ciò che la Chiesa insegna e non il contrario.

Infine, i riferimenti che si danno sono sempre un invito a scoprire il soggetto integralmente. Quando parliamo di un santo o affini, o di ciarlatani o falsi maestri, lo svolgimento (= discernimento) dell’argomento dovrete farlo voi che leggete, andando a controllare personalmente, se l’argomento vi interessa, e scoprire così quante volte la gente finisce per fermarsi solo allo stadio sentimentale, o per crearsi “dottrine e credenze” basate solo sui “sentito dire”, limitandosi spesso alle estrapolazioni, alle citazioni usate come degli odiosi slogan.

Quindi, quanto seguirà su Maria Simma non sostituisce in alcun modo l’eventuale giudizio che potrebbe dare in futuro la Chiesa, giudizio al quale ci rimettiamo fin da adesso. Ciò che vogliamo offrire sono semplicemente degli spunti, che riteniamo molto importanti ed illuminant, che provengono da parte di Maria Simma per la nostra edificazione e per la fede riguardo alla dottrina del Purgatorio, insegnata dalla Chiesa, la quale è e resta la piattaforma indiscutibile per vagliare prudentemente la credibilità di quanto racconta e raccomanda Simma.

DICONO CHE LA CHIESA HA DATO VIA LIBERA A TUTTE LE APPARIZIONI: LA REALTÀ NON È QUESTA

La Chiesa vaglia sempre ogni apparizione e altri fenomeni.

Occorre spendere due parole, una volta per tutte, per chiarire cosa insegna la Chiesa a riguardo alle apparizioni. C’è la diffusa ed errata interpretazione che il Concilio Vaticano II abolendo “l’Indice dei libri”, abbia dato il via libera ad ogni apparizione e ad ogni scrittura.

Non è così.

Sono diverse le note che lo attestano: ve ne citiamo solo alcune per rilevanza e come garanzia:

a. In merito poi alla diffusione di testi di presunte rivelazioni private, la Congregazione precisa: Non è assolutamente valida l’interpretazione data da alcuni di una decisione approvata da Paolo VI il 14 ottobre 1966 e promulgata il 15 novembre dello stesso anno, in virtù della quale potrebbero essere liberamente diffusi nella Chiesa scritti e messaggi provenienti da presunte rivelazioni. Detta decisione si riferiva in realtà all’ “Abolizione dell’Indice dei libri Proibiti”, e stabiliva che – tolte le censure relative – rimaneva tuttavia l’obbligo di non diffondere e leggere quegli scritti che mettono in pericolo la fede e i costumi. (4);

b. “… sempre su l’Osservatore Romano (15 Giugno 1966) si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l’ Index conservava tutto il suo valore morale, …..” (cardinale Joseph Ratzinger Prefetto) (5);

c. Tenendo presente quanto sopra,  Benedetto XVI rileva:

L’allora prefetto dell’Ortodossia, Ratzinger

“Il Sinodo ha raccomandato di “aiutare i fedeli a distinguere bene la Parola di Dio dalle rivelazioni private, il cui ruolo “non è quello di ‘completare’ la Rivelazione definitiva di Cristo, ma di aiutare a viverla più pienamente in una determinata epoca storica” (6).

Alla luce di questi indiscutibili esempi, ognuno potrà verificare cosa insegna la Chiesa: Essa non vuole vietare per il divertimento di censurare, ma vuole spingere i fedeli ad una maturazione della fede che non si fermi alla ricerca del soprannaturale, del miracolistico o del sensazionalismo. La Chiesa vuole che il fedele appuri con la sana Dottrina la veridicità di certe apparizioni: per questo, continua ad affidare ai Vescovi del luogo la prima responsabilità della vigilanza, dello studio di certi fatti, del primo giudizio al quale i fedeli devono attenersi. Solo in un secondo tempo, se la situazione dovesse farsi difficile e confusionaria e sfuggisse al controllo del Vescovo (l’Ordinario del luogo), allora interverrà di diritto la CdF la cui parola sarà definitiva.

Fino ad allora fa fede la Dottrina della Chiesa la quale è l’unica bussola, la cartina di tornasole per verificare la veridicità di una rivelazione detta “privata”. Molti pretendono di modificare la dottrina a seconda di certe rivelazioni: questo modo di fare non è cattolico! E’ a Pietro che il Signore ha dato l’onere di “confermare gli altri nella fede” (Lc.22,32), anche a riguardo delle apparizioni o dei messaggi da queste scaturiti.

CHI È LA SIMMA? È STRANA LEI O CHI SI DIMENTICA DEI  FONDAMENTALI DELLA FEDE?

La donna che sussurrava alle anime: Maria Simma

Della sua vita, il primo aspetto che colpisce è la sua profonda ma anche dignitosa povertà, non solo materiale: un’autentica povertà di cuore biblicamente intesa. Maria Simma nasce nel 1915 in una famiglia numerosa (8 figli) che ben presto, a causa anche della crisi causata dalla prima guerra mondiale, si ritrova a fare i conti con gravi ristrettezze economiche. Vive praticamente tutta la sua vita in un piccolo paese tra i monti dell’Austria, a Sonntag, nella provincia del Vorarlberg, morendo nel marzo 2004 all’età di 89 anni.

Tutta la famiglia della Simma si mette a lavoro. Fin dalla giovinezza, Maria è molto pia e frequenta assiduamente i corsi d’istruzione religiosa dati dal suo curato, il Rev. Karl Fritz, morto più tardi in odore di santità. La Simma manifesta fin da fanciulla un cuore docile e sensibile alla fede, tanto da lavorare e mendicare per prepararsi  un corredo e farsi suora. Tuttavia, a causa della sua salute cagionevole, non viene accolta in convento. Non è il primo caso di futuri mistici e santi che vengono “rifiutati” dai conventi per mancanza di buona salute per poi rivelarsi forti testimoni della speranza cristiana nel corso della vita. Probabilmente questo particolare è uno di quei segni che più contraddistinguono le anime “predilette” da Dio, chiamate poi per delle missioni speciali.

Fin da giovane rivela un amore profondo per la Madonna alla quale vuole subito consacrare la propria verginità e, strano davvero per la giovane età, manifesta anche una forte sensibilità verso le Anime del Purgatorio. Il suo soggiorno alternato in alcuni conventi, per mettere alla prova la sua vocazione, le farà aumentare questa passione – che non la lascerà più – tanto da farla diventare una vera “missionaria”  per la divulgazione della pietà verso le anime purganti. Si intravede così il misterioso disegno di Dio che non la vuole  in un convento, ma consacrata laica nel mondo per farsi apostola di uno dei temi più contrastati della Dottrina Cattolica: l’esistenza del Purgatorio e il culto per i defunti attraverso il concetto di espiazione.

Certo, abbiamo il famoso e bellissimo Trattato sul Purgatorio di Santa Caterina da Genova, approvato dalla Chiesa. Del resto, Maria Simma non dice nulla di nuovo, non cambia dottrina, non aggiunge né toglie alcuna cosa, ma si consacra alla diffusione di questa dottrina, offrendo tutta la sua esistenza per questo scopo.

Ha fatto anche la catechista e forse per questo riesco a leggere in Maria una grande naturalezza, direi angelica, nello sviluppo della sua vita spirituale. Non coltivava l’ascetismo per essere più aperta al soprannaturale, ma la concretezza; non l’isolamento, ma la vita nella  comunità ecclesiale alla quale si è sempre sentita legata e protetta.

Se di stranezze dobbiamo parlare è il fatto che nel Terzo Millennio esista ancora un’anima che rinunci a tutto e si consacri per divulgare la dottrina e la vera pietà alle Anime del Purgatorio!

Un vero contrasto con il nostro tempo scristianizzato e senza Dio. Una vera assurdità davanti alla protestantizzazione della fede cattolica generata dalla grave apostasia che ha messo in crisi le membra della Chiesa del nostro tempo.

Ma per noi che davvero crediamo al “nulla è impossibile a Dio”, questa stranezza si rivela come dono divino, come segno benevolo della Provvidenza. Semmai ciò che è strano appartiene a coloro che dicendosi cristiani dimenticano i propri defunti, li abbandonano a se stessi senza più pregare per loro, senza darsi pena dell’espiazione.

Anche la beata Caterina Emmerick lamentava già ai suoi tempi questa dimenticanza e supplicava vescovi e sacerdoti di insegnare ai fedeli di fare ricorso alle Messe di Suffragio. E’ sempre lei, inoltre,  a ricordare che in ogni tempo il Signore suscita anime che devono ricordare ai fedeli le loro responsabilità di fede. In questa chiave di lettura non è difficile scorgere in Maria Simma una di queste anime predilette da Dio per i suoi scopi, per i suoi disegni,  per la nostra edificazione e santificazione.

L’UMILE CHE VIENE A RICORDARCI DEL PURGATORIO

Lutero appende le 95 tesi. Con la sua critica alle indulgenze, tanti cristiani si sono dimenticati delle anime del Purgatorio.

Il secondo aspetto di questa donna che arriva al cuore è l’umilità. Pur rimanendo in attesa di come la Chiesa si pronuncerà in futuro (attualmente non c’è alcuna nota negativa dal vescovo del luogo, mentre c’è il placet da parte del suo primo vescovo), a noi oggi non può sfuggire questa grande virtù e nemmeno chi la vive in concretezza. Maria Simma viene chiamata a testimoniare il passo paolino: “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal.2,20). Ad imitazione di Cristo Crocefisso ella accetta di “espiare” in Cristo, con Cristo e per Cristo, le pene che affliggono le Anime del Purgatorio più dimenticate.

Ci vuole una enorme dose di umiltà per giungere a vivere questo. Maria Simma, fin da fanciulla, sa bene che non sono i suoi meriti a guadagnare la salute eterna a queste anime afflitte. Ella si appassiona al dono delle indulgenze e fa tutto ciò che la Chiesa raccomanda per guadagnare queste indulgenze alle anime purganti. Tutta la sua opera muove da questa dottrina: guadagnare le indulgenze per salvare quante più anime è possibile. Se pensiamo alla strafottenza di Lutero che, scatenandosi contro le indulgenze, è stato alla base di un progressivo allontanamento di milioni di cristiani, in quattrocento anni, dal culto ai defunti, l’opera di Maria Simma ci appare davvero provvidenziale e profetica. Un segno di grande benevolenza da parte di Dio il quale, invece di perdere la pazienza con testoni come noi, ci invia questa anima prediletta per ricordarci che il Purgatorio esiste e che la Chiesa ci ha dato i mezzi per aiutare le anime che ancora non sono state completamente liberate.

Insomma, da una povera donna, umile e semplice, ci viene ri-confermata l’esistenza del Purgatorio ma soprattutto  il grande valore delle indulgenze. Inoltre, ci viene anche confermata la dottrina cattolica quando non pochi teologi del nostro tempo hanno disconosciuto questa grande verità della nostra fede. Maria si è votata a questo traguardo e la Madonna l’ha in parola ed anche il demonio – che  si è dato da fare per ingannarla – l’ha presa sul serio, ma proprio la sua umiltà ed obbedienza ai sacerdoti che l’hanno seguita, le hanno permesso di averla vinta sull’Ingannatore. Lei stessa ha ripetuto spesso che “con l’aiuto di Maria Santissima e delle stesse Anime del Purgatorio” è stata aiutata a smascherare il demonio quando si è presentato sotto mentite spoglie.

NON È MATTA: LE ANIME PURGANTI VANNO E VENGONO, MA LEI SI MANTIENE TRANQUILLA

Impronta lasciata da un’anima del Purgatorio. Si trova al Museo del Purgatorio a Roma. Che sia vera o meno, è indubbio che le anime purganti hanno bisogno delle nostre preghiere.

Questo è l’aspetto più difficile da valutare perché qui sarà necessario, prima o poi, un pronunciamento ufficiale della Chiesa. E’ infatti la Chiesa che deve approvare e confermare. Al momento, comunque sia, non ci sono gravi ostacoli e il suo primo vescovo approvò tacitamente la sua opera di misericordia.

Dovrà essere la Chiesa ad esprimersi per definirla una “mistica” o meno, ma noi possiamo valutare alcuni aspetti edificanti.

Intanto il suo rapporto personale con il mondo soprannaturale è molto sereno (7). Maria non si dimostra mai, neppure una volta, scostante, inquieta, nervosa, impaurita, né sfasata, spregiudicata, imprudente,  spavalda. La sua eccezionale esperienza non la distoglie mai dalla vita reale, è sempre lineare con le attività che continua a svolgere per mantenersi materialmente, anche dopo la morte del padre che accudisce con amore fino alla fine nonostante la sua speciale missione. Capita delle volte che le anime si presentino a tutte le ore e lei non ha tempo neppure di mangiare, né di terminare i propri lavori, e così riceve garanzia dalla Vergine Santa che le stesse anime l’aiuteranno. Così la Simma, provvidenzialmente, riesce alla fine a portare a termine tutto ciò che deve fare. Il suo rapporto con il soprannaturale è la sua stessa realtà di vita che guarda al futuro, guarda al Regno promesso, guarda alla vera patria, il Paradiso, che molti di noi invece non guardano, non contemplano, al quale non aspirano, o  danno per scontato, ritenendo forse di averne semplicemente diritto.

Giusto per comprendere il concetto di naturalezza, leggiamo questo fatto che ha la Simma per protagonista: “Un altro giorno ero seduta e cominciavo a pregare il rosario quando ebbi da uscire un momento dalla stanza e lasciai il rosario sopra la seggiola. Al ritorno, il rosario era sopra la tavola, attorcigliato in modo incredibile, tanto che non potevo scioglierlo. Allora compresi che era stato Satana. Così gli dissi: sistemalo! o ti tiro fuori in questo stesso momento dieci anime dal purgatorio. Davanti ai miei occhi quei nodi si slegarono facilmente e continuai a pregare tranquillamente il rosario. Satana non vuole che si preghi il rosario per le anime del purgatorio”.

Quando le fu chiesto quale era lo scopo recondito della sua esperienza soprannaturale rispose:

“Dio l’ha permessa affinché con il mio apostolato altre persone possano chiaramente comprendere che la nostra vita sulla terra ci serve solo per guadagnarci il Paradiso. Lo scopo della nostra vita è di essere buoni gli uni con gli altri e così facendo, di entrare in unione con Dio, sia ora sulla terra, sia dopo nell’eternità. In quest’ottica la vita diventa sempre più preziosa per ognuno di noi, come diventa sempre più assurdo ciò che della vita fa un gran numero di persone. In quest’ottica comprendiamo quanto sia immenso l’amore di Dio e quanto possa diventare incredibilmente bella la vita quando lavoriamo al suo fianco.”

Ma poi perché meravigliarsi tanto? In teoria e nella formulazione del Credo, noi crediamo di vivere già qui, sulla terra, la Comunione dei Santi, nella quale è inclusa la cosiddetta Chiesa purgante, ossia le anime sante del Purgatorio. Quello che ci manca è forse la pia pratica. A Roma esiste una Chiesa speciale, benedetta e approvata da Papa Leone XIII, l’unica al mondo costruita appositamente per il Suffragio di queste Anime, dedicata al Sacro Cuore di Gesù, e che conserva l’unico museo al mondo che raccoglie testimonianze di questi rapporti fra la Chiesa purgante e la Chiesa militante, cioè noi viventi sulla terra.

Nel cuore di Maria Simma pulsa il monito del Cristo che lei prende alla lettera: “Non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all’ultimo spicciolo” (Mt 5, 26). Questo e non altro diventa il cuore della sua missione: la vita stessa della Simma in questo rapporto col soprannaturale è aiutare le anime a “pagare fino all’ultimo spicciolo”.

I MORTI LA VANNO A TROVARE

Ricordarsi dei defunti. Le anime del Purgatorio hanno bisogno di noi.

Quando in Austria  si seppe dell’opera di Maria Simma naturalmente si scatenarono anche le varie fazioni, chi pro e chi contro. Era davvero un fatto del tutto nuovo, anche perché ci troviamo di fronte ad una esperienza ben diversa rispetto ai fatti vissuti da santa Caterina da Genova. Quest’ultima non ebbe la “visione” del Purgatorio, né le anime andavano da lei per chiederle qualcosa: con la Simma invece abbiamo una situazione ancora più particolare, come una sorta di “crescendo” in queste rivelazioni. In questo caso, le anime hanno il permesso divino di andare da lei per chiederle un aiuto ad espiare i propri peccati, un aiuto a “pagare fino all’ultimo spicciolo”. Questo non dovrebbe stupirci visto che siamo entrati nell’epoca dell’ateismo e molti defunti sono abbandonati senza più il ricorso alla preghiera per loro.

Ma l’atteggiamento umile della Simma, la sua serenità e fiducia nella Chiesa, le permisero di acquisire anche una forte dose di credibilità. A tal punto che, dissero alcuni sacerdoti: “aumentarono le richieste delle Messe di Suffragio e molta gente cominciò ad interessarsi della sorte dei propri defunti aumentando sacrifici e preghiere”. Era quello che voleva la Simma, nient’altro che riaccendere il vero culto alle anime sante del Purgatorio, guadagnando ad esse le sante indulgenze.

una pagina della Simma

Per capire come probabilmente fu accolta al suo tempo, ci può aiutare l’allora cardinale Ratzinger (8) che così si espresse nel famoso e bellissimo libro Rapporto sulla Fede, quando Messori gli pone alcune domande specifiche  sul nostro argomento: “Il fatto è che oggi tutti ci crediamo talmente buoni da non potere meritare altro che il paradiso! Qui c’è certamente la responsabilità di una cultura che, a forza di attenuanti e alibi, tende a sottrarre agli uomini il senso della loro colpa, del loro peccato. Qualcuno ha osservato che le ideologie che oggi dominano sono tutte unite da un comune dogma fondamentale: l’ostinata negazione del peccato, cioè proprio di quella realtà che la fede lega all’inferno, al purgatorio. Ma nel silenzio attorno al purgatorio c’è anche qualche altra responsabilità” (9).

Maria Simma racconta questo episodio: “Venne a trovarmi un’anima che mi disse che sarebbe stata liberata se i suoi figli avessero fatto celebrare per lei 75 messe nei giorni feriali. Mi disse: Sono in purgatorio perché non ho insegnato loro il valore della messa nei giorni della settimana. I suoi figli mi dissero che avrebbero dato il denaro per le messe e che tutto si sarebbe sistemato, ma io dissi loro: no, questo non servirà: la ragione per cui vostra madre è in purgatorio è nel non avervi insegnato il valore della messa durante la settimana, per questo dovete partecipare tutti a queste sante Messe, avendo nel cuore il desiderio di aiutare vostra mamma. Da allora e fino ad oggi tutti vanno a messa, quasi tutti i giorni. Li conosco e posso dire che ora danno il giusto valore alla Messa infrasettimanale e non solo alla domenica”.

Le reazioni furono dunque diverse, ma non vi fu una sommossa di popolo contro di lei, anzi, tutto il paese riscoprì davvero l’autentica fede tanto che lo stesso Vescovo accolse tacitamente i fatti della Simma per via dei tanti buoni frutti che portava. Una cosa pare colpisse il vescovo degli anni ’40 (anno in cui le anime cominciarono ad andare da Maria): le divisioni venivano risanate e si respirava un clima di unità e di docile fiducia in Dio, soprattutto una unità ecclesiale che mantenne unito il paese specialmente negli anni della seconda guerra mondiale. Per il vescovo questo fu un segno di benevolenza divina. Lo stesso sacerdote che si occupò di Maria, quando morì nel 1974, se ne andò in “odore di santità”.

CONTINUEREMO NELLA PROSSIMA PUNTATA…

Fine Prima Parte

NOTE

1) leggi gli articoli già postati sulla Emmerick:

seconda parte

2) leggi gli articoli già postati su tutta l’opera di Santa Caterina da Siena:

quarta parte

3) leggi l’articolo di papalepapale.com sulla Valtorta:

qui

4) Comunicato Stampa della Congregazione per la Dottrina della Fede – 29 novembre 1996: qui

5) Ratzinger risponde al Cardinale Siri a riguardo dell’Opera della Valtorta: “Avendo poi alcuni ritenuta lecita la stampa e la diffusione dell’Opera in oggetto, dopo l’avvenuta abrogazione dell’Indice, sempre su l’Osservatore Romano (15 Giugno 1966) si fece presente quanto pubblicato su A.A.S. (1966) che, benché abolito, l’Index conservava tutto il suo valore morale, per cui non si ritiene opportuna la diffusione e raccomandazione di un’Opera la cui condanna non fu presa alla leggiera ma dopo ponderate motivazioni al fine di neutralizzare i danni che tale pubblicazione può arrecare ai fedeli più sprovveduti.” (cardinale Joseph Ratzinger Prefetto) – Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede. Prot. N. 144/58. Roma 31 gennaio 1985.

6) Documento della CdF sulle Apparizioni e i Messaggi sovrannaturali 14.12.2011:

qui

7) I libri che ho usato per l’articolo sono prettamente due:

a. Maria Simma, Le anime del purgatorio mi hanno detto… Lo ritengo molto affidabile, del 1975, con diverse ristampe, specialmente quella in cui l’Editore chiarisce ed afferma la credibilità del testo e dove viene espressa la Dottrina in termini molto ortodossi:

qui

b. P. Angel Peña, Oltre la morte – Traduzione di Sergio Pagliaroli – Edizioni Villadiseriane Nihil obstat padre Fortunato Pablo priore provinciale agostiniano dell’Osservanza – Imprimatur Mons. Emiliano Cisneros vescovo di Chota (Perù) Promosso dal Centro divulgazione cattolica Benedettine di Senigallia – perché questo testo dimostra l’attendibilità e l’ortodossia delle rivelazioni fatte da Simma. Se pertanto dovessero risultare, altrove, diverse le affermazioni della Simma, e non in linea con il Magistero della Chiesa, è naturale che si dovrà rifiutare e rigettare tutto ciò che non corrisponde alla sana Dottrina e trattenere solo “ciò che è buono”.

qui

8) Un inciso, sulla attendibilità di Maria Simma. Fonti bene informate assicurano di un rapporto di conoscenza e di cordiale stima tra l’allora card. Ratzinger e la Simma (che ad esempio fecero visita insieme alla Sindone nella sua penultima esposizione a Torino).

Le fonti sono due la b. della Nota 7 e questa da un sito che ritengo attendibile nell’esposizione dottrinale:

qui

9) Vittorio Messori, Rapporto sulla Fede, San Paolo Edizioni, 2005 Cap. X – la risposta su quell’altra responsabilità, continua così:

Quale?

“Lo scritturismo di origine protestante che è penetrato anche nella teologia cattolica. Per cui si afferma che non sarebbero sufficienti e sufficientemente chiari i testi della Scrittura su quello stato che la Tradizione ha chiamato ” purgatorio ” (forse il termine è tardivo, ma la realtà appare subito creduta dai cristiani). Ma questo scritturismo, ho già avuto occasione di dirlo, ha poco a che fare con il concetto cattolico di Scrittura, che va letta nella chiesa e con la sua fede. lo dico che se il purgatorio non esistesse, bisognerebbe inventarlo”.

E per qual motivo?

“Perché poche cose sono così spontanee, umane, universalmente diffuse – in ogni tempo, in ogni cultura – della preghiera per i propri cari defunti”.

Calvino, il riformatore di Ginevra, fece frustare una donna sorpresa a pregare sulla tomba del figlio e dunque, secondo lui, colpevole di “superstizione”.

“La Riforma in teoria non ammette purgatorio, dunque non ammette preghiera per i defunti. In realtà, almeno i luterani tedeschi nella pratica vi sono ritornati e trovano anche delle argomentazioni teologiche degne di attenzione per darle un fondamento. Pregare per i propri cari è un moto troppo spontaneo per soffocarlo; è una testimonianza bellissima di solidarietà, di amore, di aiuto che va al di là delle barriere della morte. Dal mio ricordo o dalla mia dimenticanza dipende un poco della felicità e dell’infelicità di chi mi fu caro ed è passato ora all’altra sponda ma non cessa di avere bisogno del mio amore”.

 Suggeriamo la meditazione profonda di questo libro che trovate anche in rete

   



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