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Santo del Giorno  

   

Fonte chiesaepostconcilio.blogspot.it 10/09/2017

Autore don Elia

Circa ventisette anni fa avevamo pensato che il nostro futuro fosse in Europa. Oggi noi siamo il futuro dell’Europa (Viktor Orban, 25 luglio 2017). [qui]

Il 2 settembre, nel calendario tradizionale, si fa memoria di santo Stefano, re apostolico d’Ungheria. Il fondatore dello Stato magiaro aveva chiesto e ottenuto dal Papa, al quale offrì il proprio regno, il titolo regale e l’autorizzazione ad essere consacrato con l’unzione. Durante il suo governo, egli propagò vigorosamente il cristianesimo con la fondazione di diocesi e monasteri da lui stesso dotati di beni. Come riconoscimento della sua intensa devozione mariana, il Signore lo chiamò a Sé il 15 agosto 1038. Per volere del beato Innocenzo XI, promotore della coalizione antiturca, la data della festa liturgica coincide però con l’anniversario della riconquista di Buda, attribuita all’intercessione del Santo e avvenuta tre anni dopo la storica vittoria di Vienna (1683). L’Ungheria, liberata dal giogo ottomano, scelse come re l’arciduca Giuseppe d’Asburgo e, fino al 1918, la sua storia rimase legata a quella dell’ultimo impero cattolico.
Se la liberazione di Malta dall’assedio turco, nel 1565, e la storica battaglia di Lepanto, sei anni più tardi, avevano vanificato i progetti di invasione dell’Italia dal mare e posto fine allo strapotere ottomano nel Mediterraneo, limitando sensibilmente le scorribande che per secoli terrorizzarono i Paesi cristiani con saccheggi, massacri e deportazioni, i trionfi riportati sulla terraferma arrestarono l’avanzata musulmana nei Balcani, che mirava ugualmente a raggiungere la Città eterna. Da quando Maometto lasciò Medina (622), dove – guarda caso – era vissuto in seno alla comunità ebraica, l’Islam non ha avuto che un obiettivo: distruggere il cristianesimo. La sua unica modalità di espansione, quella militare, ha provocato più di un millennio di guerre per la conquista delle terre cristiane, prima in Nord Africa e in Medio Oriente, poi in Europa, con decine di milioni di vittime. Più volte la cristianità si è vista stretta nella morsa delle orde musulmane, ma ogni volta le ha respinte sostenuta dalla fede e da interventi soprannaturali; basti ricordare l’epica reconquista della penisola iberica e la conversione della principessa araba Fatima, che diede il nome al luogo scelto dalla Signora per manifestarsi.
 
Se le potenze europee non fossero state divise dal protestantesimo e da interessi rivali, avrebbero potuto liquidare l’impero turco ben prima della sua decadenza, accompagnata dalla loro conquista di buona parte dei suoi territori. Secondo il beato Charles de Foucauld, il fatto che la Provvidenza avesse affidato alla Francia un enorme dominio coloniale implicava la responsabilità di convertire i musulmani, che altrimenti, un giorno, ci avrebbero invaso. Tra la fine del XIX secolo e la metà del XX buona parte del pianeta era sotto il controllo di Stati cristiani e le missioni cattoliche prosperavano ovunque, con decine di migliaia di vocazioni maschili e femminili. Com’è noto, però, i governi massonici tentarono più volte di soffocare l’apostolato ecclesiale sopprimendo gli istituti religiosi. D’altro canto le colonie, appena ottenuta l’indipendenza dai medesimi governi massonici, sprofondarono – specie in Africa e in India – in orrende violenze che compromisero gravemente l’opera di cristianizzazione.
 
Giusto in quegli anni, per la Chiesa Cattolica, iniziava a sorpresa la stagione dell’aggiornamento e all’evangelizzazione si sostituì il dialogo interreligioso; la Chiesa conciliare tradì la sua missione, provocando da sé la propria stessa regressione a tutti i livelli. Proprio quando il mondo sembrava a un passo dal divenire cristiano, scoppiò una crisi di fede senza precedenti che pone oggi la necessità di rievangelizzare gli stessi Paesi un tempo fedeli. Una gioventù inerte e senza midollo è risucchiata nel vortice della droga, del sesso e dell’occultismo, che spesso la riduce, fin dalla preadolescenza, a un livello infraumano. A chi potrebbe appellarsi un beato Marco d’Aviano, o chi potrebbe arruolare un principe Eugenio di Savoia? Chi ci difenderà quando i milioni di musulmani che abbiamo in casa si rivolteranno contro di noi e ci taglieranno la gola? Quali istituzioni proteggono le nostre donne, le nostre chiese e le nostre case? Quelle che hanno incaricato sodomiti, islamici e cattolici venduti di controllare la Rete per denunciare chi incita all’odio? Come non vedere in tutto questo un disegno studiato a tavolino per imbastardire la popolazione europea in modo da cancellarne memoria e identità e, con esse, l’eredità cristiana?
 
Se per più di mille anni l’Islam ha tentato invano di conquistare l’Europa con la forza, oggi sta attuando una sottomissione lenta e inavvertita, aggiornando (anch’esso!) il programma seguito da Maometto fin dall’inizio. Rispetto al passato, però, non si tratta di un Islam autonomo, ma di un Islam manipolato dai poteri occulti che mirano a instaurare un unico governo mondiale. L’invasione è voluta e finanziata da miliardari come George Soros, ebreo di origini ungheresi che ha costruito la sua immensa fortuna su ignobili speculazioni finanziarie su scala mondiale che hanno provocato gravissimi dissesti economici (come – tanto per citarne una – la svalutazione della lira del 1992, che ci portò a un passo dalla bancarotta). Ma finalmente un capo di governo europeo, Viktor Orban, ha avuto il coraggio di denunciarlo pubblicamente, all’interno di una politica volta a preservare la sovranità nazionale e la crescita demografica del suo Paese con un’efficace difesa delle frontiere e un deciso sostegno alla natalità. Nulla di più politicamente scorretto…
 
Santo Stefano d’Ungheria, a quanto pare, continua ad intercedere efficacemente per la sua terra, ma anche per tutta l’Europa. Quanto affermato da Orban vale per tutti i Paesi dell’Unione: è l’unica via per evitare il suicidio collettivo a cui ci stanno spingendo. «Se l’Europa vuole continuare ad essere attuabile, deve ricuperare la sua sovranità e liberarsi dall’impero di Soros», il cui piano prevede una sostituzione di popoli mercé «un’Europa scristianizzata, governi burocratici e senz’anima». Sembra un sogno udire da un uomo politico parole così dirette, perentorie e inequivocabili! Siamo ad anni-luce dal fumoso e servile politichese in cui s’esprimono i miserabili burattini di casa nostra. L’unico altro esempio, a mia conoscenza, di simile franchezza e chiaroveggenza è Vladimir Putin, non a caso oggetto da tempo, come il suo collega ungherese, di sistematiche campagne diffamatorie da parte del sistema mediatico asservito alla finanza.
 
Alcuni si urteranno, ma non posso fare a meno di auspicare un’alleanza cattolico-ortodossa che faccia da scudo al dilagare del potere luciferino dell’alta massoneria finanziaria guidata dalle sue cabalistiche dottrine. Come in tutta la storia sacra, Dio sceglie chi vuole. Temo proprio, d’altronde, che all’uopo non bastino conventicole di nostalgici rimasti fermi a un mondo che non esiste più; semmai ci vogliono gruppi coordinati di cattolici fedeli che organizzino la resistenza e si preparino alle prove che ci attendono. Non è per il gusto di fare il profeta di sventura, ma perché ce lo indica il Cielo: fu la Madonna a predire a suor Lucia che la Russia sarebbe stata lo strumento del castigo divino. Ma con gli storici nemici di un tempo, come la Polonia e l’Ungheria, essa potrebbe rivelarsi, inaspettatamente, anche un baluardo posto da Dio.
   



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